AIED ricorda Emma Bonino:
grazie per il coraggio della libertà
COMUNICATO STAMPA – 11 settembre 2026
Con profonda commozione, l’AIED – Associazione Italiana per l’Educazione Demografica ricorda Emma Bonino e le rende omaggio per una vita dedicata alla libertà, ai diritti e alla dignità delle persone.
La storia di Emma Bonino e quella dell’AIED si sono incontrate molto presto, in un tempo in cui molte delle libertà che oggi consideriamo acquisite erano ancora da conquistare.
Era il 1974. Dopo aver vissuto personalmente l’esperienza di un aborto clandestino, Emma cominciò a frequentare l’AIED di Milano. Lo avrebbe raccontato lei stessa molti anni dopo, inizialmente per avvicinarsi alla contraccezione, poi accogliendo e ascoltando le donne che arrivavano al consultorio. Donne che troppo spesso non cercavano più soltanto informazioni per evitare una gravidanza indesiderata, ma avevano bisogno di interromperne una ed erano costrette a farlo nella clandestinità.
Fu uno dei passaggi che precedettero il suo incontro con Adele Faccio e l’inizio della stagione delle disobbedienze civili per la legalizzazione dell’aborto. Una battaglia che Emma, insieme al Partito Radicale, ha condotto assumendosene personalmente le conseguenze, fino all’autodenuncia e all’arresto, e che avrebbe contribuito a cambiare profondamente la società italiana con l’approvazione della legge 194, nel 1978.

AIED percorreva quella strada politica già dal 1953. Prima per affermare il diritto alla conoscenza e alla contraccezione, quando persino parlarne pubblicamente poteva costituire reato, poi per la maternità libera e responsabile, per i consultori, per la salute sessuale e riproduttiva, per il diritto delle donne a decidere del proprio corpo e della propria vita.
Quel legame non è rimasto confinato agli anni delle grandi battaglie civili. Emma Bonino è stata una presenza costante nella vita politica dell’AIED.
Nel 2023, in occasione dei settant’anni dell’AIED, Emma Bonino è tornata con noi su quella storia, partecipando al documentario Il coraggio della libertà. 70 anni di generazioni consapevoli e raccontando in prima persona il suo incontro con l’Associazione e gli anni nei quali i diritti sessuali e riproduttivi delle donne entrarono finalmente nello spazio pubblico e politico. Emma ha voluto inoltre accompagnare il racconto della nostra storia firmando la prefazione al volume Amore e Libertà – Storia dell’AIED.
Per questo oggi AIED non ricorda soltanto una delle più importanti protagoniste della storia civile e politica italiana, la parlamentare radicale, la Commissaria europea, la Ministra, la militante per i diritti umani, contro la pena di morte e per la giustizia internazionale.
Ricorda anche una giovane donna che, come tante altre, attraversò personalmente l’ingiustizia di una legge che negava alle donne la possibilità di decidere. E che scelse di trasformare quell’esperienza privata in una responsabilità pubblica.
Mario Puiatti, Presidente nazionale AIED, dichiara:
“Per noi Emma non è mai stata soltanto un nome della storia dei diritti civili italiani, è stata parte di una storia che ci appartiene.
Quando raccontava di essere arrivata all’AIED di Milano dopo la sua esperienza di aborto clandestino, Emma ci ricordava qualcosa di importante, che le grandi trasformazioni civili cominciano spesso dalla vita concreta delle persone, dallo scontro con ingiustizie e disuguaglianze che a un certo punto qualcuno decide di non accettare più. Emma, giovanissima, fu una di quelle persone.
Anche molti anni dopo quelle battaglie, ci siamo sempre ritrovati insieme nelle lotte per i diritti civili, con la stessa determinazione e soprattutto con la stessa convinzione che i diritti non siano mai acquisiti definitivamente. Le siamo profondamente grati per aver voluto condividere con noi, in occasione dei settant’anni dell’AIED, anche il ricordo di quel pezzo della sua vita e della nostra storia.
Oggi proviamo soprattutto gratitudine. Per il coraggio con cui Emma e tante donne e uomini della sua generazione si sono esposti personalmente affinché altri, tutti, potessero essere più liberi. Molte delle cose per cui allora si rischiavano il processo, il carcere, o lo stigma sociale, oggi fanno parte della vita e dei diritti di milioni di persone.
Il modo migliore per ringraziarla, credo, è di non considerare concluse le sue, le nostre lotte. Ci sono ancora libertà da difendere e altre da conquistare, a cominciare dal diritto delle nuove generazioni a ricevere un’educazione affettiva e sessuale scientificamente fondata, libera da pregiudizi e capace di renderle cittadini e cittadine attive e consapevoli.
Emma ci ha insegnato anche questo: la libertà richiede coraggio e soprattutto persone disposte a farsene carico.”
Oggi AIED saluta Emma Bonino con affetto e riconoscenza.
La ringraziamo pensando alle generazioni di donne che non hanno più dovuto vivere ciò che lei aveva vissuto, alle persone che hanno potuto scegliere se e quando diventare genitori, a chi ha trovato nei consultori ascolto, informazione e cura, e alle ragazze e ai ragazzi ai quali continuiamo a cercare di consegnare gli strumenti per vivere più consapevolmente e difendere la propria libertà.
Questo è per noi il lascito delle battaglie di Emma.
Grazie, Emma. Per il coraggio. E per la libertà.
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Nei suoi settant’anni di esistenza L’AIED ha accompagnato, essendone sempre testimone e nel suo campo d’azione importante e attiva protagonista, le trasformazioni profonde – politiche, culturali e sociali – che il paese ha conosciuto dall’immediato dopoguerra ad oggi. Il CONVEGNO – L’AIED e la società italiana 1953-2023: sessualità, diritti, demografia che si è svolto a Roma ha avuto l’obiettivo di ripercorrere i cambiamenti avvenuti nella società italiana dagli anni ’50 ad oggi, partendo dal complesso contesto del dopoguerra e dalle esigenze dei cittadini e delle cittadine di allora, fino ad arrivare alle nuove sfide di oggi e alle necessità delle nuove generazioni in ambito di sessualità, salute riproduttiva e diritti.
APPELLO DELL’AIED AL GOVERNO, A TUTTE LE FORZE POLITICHE, ALLA COMUNITA’ SCIENTIFICA E ALL’OPINIONE PUBBLICA AFFINCHE’ SI INTRODUCA NELLE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO L’EDUCAZIONE SESSUALE E AFFETTIVA

IL CORAGGIO DELLA LIBERTÀ. 70 ANNI DI GENERAZIONI CONSAPEVOLI
IL DOCUMENTARIO CHE RACCONTA L’IMPEGNO PER I DIRITTI CIVILI IN ITALIA, DAL 1953 AD OGGI.
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