1.
Cosè lHPV?
Con la denominazione
Human Papilloma Virus (HPV) si indica una famiglia di virus di cui, sino ad oggi,
si conoscono oltre 150 sottotipi.
Alcune delle manifestazioni
indotte dal Papillomavirus (i condilomi acuminati) sono note fin dallantichità,
essendo descritte in tavolette egiziane ed epigrafi elleniche e romane. Le acquisizioni
scientifiche su questo argomento hanno avuto una crescita costante negli ultimi
10 anni e la sua rilevanza clinica è aumentata notevolmente dopo la sua
dimostrata capacità di indurre una trasformazione neoplastica delle cellule
infettate a livello del collo uterino. Linfezione è attualmente considerata
la malattia sessualmente trasmessa più diffusa nel mondo, anche se è
documentata una trasmissione attraverso qualsiasi oggetto inanimato (asciugamani,
biancheria intima, ecc.) su cui sia presente DNA virale infettante. La sua storia
naturale non è, comunque, ancora del tutto nota anche se si è assistito
negli ultimi anni ad unesplosione delle conoscenze sul virus e sui suoi
rapporti con lospite.
Purtroppo, tali informazioni
non hanno raggiunto in maniera capillare ed uniforme tutto il personale sanitario
che a volte fornisce informazioni terroristiche e, spesso, le persone interessate
ricorrono ai mezzi di comunicazione di massa (internet, stampa, ecc.) o a figure
improprie come amici e parenti, con il solo risultato di vedere ingigantite le
proprie ansie e paure.
Con questo lavoro ci proponiamo
di offrire delle informazioni soddisfacenti e comprensive sullinfezione
da HPV, al fine di alleggerire le persone affette da questa patologia del fardello
di ansie e paure che esso ingenera.
2. Come si contrae linfezione
da HPV?
Tutti gli HPV conosciuti sono epitelio-tropici
(infettano cioè selettivamente cellule della cute e mucose), provocando
spesso proliferazioni nella zona di infezione. Possono interessare qualsiasi parte
del corpo: alcuni tipi infettano le mani, le ginocchia e i piedi (verruche volgari);
altri la faccia, il cavo orale ed altri il tratto genitale (condilomi).
Per
quanto riguarda gli organi genitali, la trasmissione dellinfezione avviene
prevalentemente per via sessuale. I microtraumi dei tessuti legati al rapporto
permettono al virus di superare le nostre barriere difensive e quindi infettare
le cellule. La localizzazione delle lesioni è pertanto tipica delle sedi
caratterizzate da una maggiore fragilità epiteliale (collo uterino, piccole
labbra e vestibolo vaginale, ano). Sebbene raramente, è possibile trasmettere
il virus con il sesso orale, anche se la bocca è un ambiente poco ospitale
per i ceppi genitali di HPV.
Possono raramente verificarsi
la trasmissione verticale (da madre infetta a feto durante il parto) o lautoinfezione
in altre parti del corpo.
È peraltro documentata
la trasmissione attraverso fomiti (ossia per contagio indiretto attraverso oggetti
inanimati come asciugamani, biancheria intima). Sebbene non si sappia quanto tempo
il virus viva fuori dallorganismo, si ritiene che questo tempo sia breve
e pertanto una sua trasmissione per fomiti può essere possibile solo in
tempi assai ristretti.
La latenza dellinfezione
è variabile per cui non è possibile stabilire quando questa si è
instaurata. Dopo un periodo di incubazione che può oscillare tra 1 e 8
mesi, il sistema immunitario dellorganismo ospite, attiva una risposta difensiva
che potrà tradursi in remissione clinica (guarigione dai sintomi), in malattia
conclamata o persistenza del virus.
La maggior parte
delle infezioni da HPV vengono eliminate dallorganismo circa 9 mesi dopo
linfezione iniziale. In caso contrario la persona sviluppa uninfezione
persistente o ricorrente. È stato dimostrato che uninfezione da HPV
persistente aumenta il rischio relativo di sviluppare una lesione di alto grado.
3.
Il manifestarsi di una infezione da HPV implica necessariamente che il partner
attuale è stato infedele?
Linfezione
latente e la durata lunga e sconosciuta dellincubazione sono due elementi
che rendono impossibile lincriminazione del partner sessuale.
È
importante sottolineare che lo sviluppo di lesioni genitali durante un lungo periodo
di relazione non implica necessariamente infedeltà, anche se cè
una probabilità che il partner attuale sia anchesso infettato.
4.
Quali sono i diversi tipi di HPV?
I Papillomavirus
vengono suddivisi in sottotipi a seconda della conformazione del proprio DNA e
vengono designati numericamente.
In base alla differente
capacità di indurre una trasformazione neoplastica, gli HPV che interessano
prevalentemente larea anogenitale, sono stati classificati in tre differenti
categorie:
HPV a basso rischio oncogenico: Tipi
6, 11, 42, 43, 44. Questi virus sono molto spesso associati a condilomi acuminati
e qualche volta sono stati trovati associati a lesioni di basso grado (L SIL-CIN
I), mentre raramente sono associati a lesioni gravi o cancri invasivi.
HPV ad alto rischio oncogenico: Tipi 16, 18, 31, 33, 35, 39, 45, 51, 56, 58, 59,
68, 73, 82. Comunemente associati a lesioni di alto grado (H SIL-CIN2 e 3) e cancri
invasivi della cervice, ano, pene e vulva.
HPV
a rischio intermedio: Tipi 26, 53, 66. Sono stati trovati associati a lesioni
di alto grado, ma raramente riscontrati in carcinomi microinvasivi.
5.
Come si evidenziano le lesioni da HPV?
Le verruche
genitali, che interessano larea ano-genitale, si presentano come lesioni
confinate o possono confluire in placche. La sola ispezione clinica è sufficiente
a diagnosticare la maggior parte delle verruche genitali esterne, e cè
una buona correlazione tra obiettività e studi istologici. Le verruche
genitali sono frequentemente multifocali (una o più lesioni in un sito
anatomico, per es. la vulva), o multicentriche (lesioni presenti in diversi siti
anatomici, per es. il perineo e la cervice), ed è perciò importante
esaminare colposcopicamente lintero tratto genitale inferiore prima di procedere
al trattamento. Unanoscopia è raccomandata in uomini e donne con
episodi ricorrenti di lesioni perianali e con una storia di rapporti anali.
Clinicamente
le infezioni da HPV possono essere distinte in:
cliniche: la forma osservabile ad occhio nudo e/o prontamente riconoscibile con
le comuni metodiche diagnostiche (citologia o Pap test, colposcopia, biopsia mirata).
subcliniche: le lesioni sono documentabili esclusivamente con esame colposcopico
o cervicografia, dopo applicazione di acido acetico.
latenti: la forma evidenziabile esclusivamente mediante sofisticati sistemi diagnostici
(HPV DNA test) in tessuti clinicamente ed istologicamente normali. Dopo il contagio
il virus può scomparire, vinto dalle difese dellorganismo, o rimanere
latente anche per lunghi periodi di tempo (è stata dimostrata la presenza
di particelle virali nelle aree cutanee circostanti la lesione primaria trattata).
La permanenza del virus allo stato latente spiega le recidive e spiega anche la
fluttuazione nel tempo della presenza di HPV DNA nei tessuti. Di certo la latenza
del virus è responsabile della ricomparsa dopo trattamento e questa latenza
rende impossibile una diagnosi differenziale tra persistenza e reinfezione. Il
contagio è quindi mantenuto dalla forma latente.
6. Come si presentano
le lesioni da HPV?
A livello cervico-vaginale
linfezione da HPV può manifestarsi in forma di:
-
lesioni esofitiche (condilomi floridi e micropapillari)
-
lesioni piane, non rilevate (condilomi piatti e puntato bianco)
A livello vulvare possiamo osservare:
- condilomi floridi
(piccole papule la cui superficie si ricopre di granulazioni e digitazioni), spesso
asintomatici, raramente associati a bruciore o prurito.
-
condilomi microfloridi
- condilomi piatti
7.
Che cosa è il Pap test?
A più di
mezzo secolo dal suo avvento il Pap test, ancor oggi, è quasi unanimemente
considerato insostituibile. Lintroduzione di questo
metodo diagnostico ha infatti ridotto di circa il 75% lincidenza del cervico-carcinoma.
Il Pap-test consiste nellanalisi citologica al microscopio delle cellule
cervicali desquamate, raccolte con una spatolina di legno dallesocollo (spatola
di Ayre) e dal canale cervicale con una spazzolina (cytbrush), nel corso della
visita ginecologica. Il materiale prelevato viene poi strisciato su un vetrino.
È un esame di basso costo, di semplice esecuzione e trascurabile invasività,
dotato di buona sensibilità e specificità. Deve però essere
interpretato
da citopatologi molto specializzati, poiché è un
esame soggettivo, poco standardizzabile e con un discreto tasso di risultati falsamente
negativi (circa il 20%) legati alla presenza di fattori oscuranti (muco, batteri,
ecc.) o altri fattori tecnici. Inoltre, alcune anomalie citologiche secondarie
a situazioni infiammatorie possono essere erroneamente interpretate come alterazioni
da HPV, generando risultati falsamente positivi.
In
diversi centri è attualmente disponibile un metodo innovativo di raccolta
e conservazione delle cellule del collo dellutero per lesame microscopico:
il ThinPrep. Il materiale, prelevato mediante lapposita spatola e spazzolina,
viene diluito in una soluzione liquida e quindi conservato in un apposito barattolino;
viene poi elaborato al fine di rimuovere il materiale oscurante (muco, batteri
ed altro) ed ottenere un campione cellulare più ricco e, soprattutto, permettere
una distribuzione più omogenea della popolazione cellulare sul vetrino,
evitando la presenza di cellule
aggregate o sovrapposte che potrebbero nascondere
elementi anomali.
Recenti studi hanno dimostrato che
il ThinPrep è superiore rispetto al Pap test tradizionale nellidentificazione
di cellule anomale e inoltre esso garantisce la possibilità di effettuare
contestualmente altri esami, come lHPV Testing, senza dover ripetere prelievi.
8.
Come si classificano le cellule cervicali esaminate con il Pap test
Riportiamo
la terminologia attualmente usata nella classificazione delle cellule cervicali
in funzione delle caratteristiche morfologiche.
Sistemi
di classificazione
IRR: Infection Reactive Repair (riparazione
cellulare in seguito a infezione).
ASC-US: atypical
squamous cells of undetermined significance (cellule squamose atipiche a significato
indeterminato); è la forma più lieve di anomalia citologica.
ASC-H:
ASC-high grade SIL (cellule squamose atipiche), non si può escludere una
lesione di alto grado.
LSIL: low-grade squamous intraepithelial
lesion (lesione intraepiteliale squamosa di basso grado), di solito a regressione
spontanea.
HSIL: high-grade squamous intraepithelial
lesion (lesione intraepiteliale squamosa di alto grado), è lanomalia
non cancerosa più grave e richiede trattamento immediato.
Displasia:
anomalie nella divisione cellulare o nella morfologia.
Discariosi:
anomalia delle cellule esfoliate che colpisce il nucleo e non il citoplasma.
Carcinoma
in situ: forma di HSIL refertata al Pap-test come tumore cervicale.
CIN:
cervical intraepithelial neoplasia (neoplasia intraepiteliale cervicale), di grado
I, II o III, stabilito in seguito a prelievo bioptico ed esame istologico.
Recentemente
è stato proposto di associare al Pap test tecniche per lidentificazione
del DNA dellHPV. Gli alti costi rendono attualmente sconsigliabile il ricorso
a metodiche di tipizzazione virale nella prevenzione primaria.
È
comunque da rilevare che il Pap test non fa diagnosi, ma serve ad evidenziare
le alterazioni citologiche che indirizzeranno la donna verso esami di secondo
livello, come la colposcopia.
9. Cosa è la colposcopia?
La
colposcopia è losservazione del collo dellutero con un mezzo
ottico di ingrandimento ed una fonte di luce che permette unottima osservazione
del campo.
Il collo dellutero viene deterso con
una soluzione fisiologica e toccato con altri due liquidi: il primo, lacido
acetico, può anche bruciare un po, è trasparente, ed evidenzia
le alterazioni virali che appariranno biancastre; il secondo (soluzione di lugol)
è scuro, contiene iodio e, fissandosi alle cellule sane, colora di scuro
il collo uterino ad eccezione delle zone dove è presente una lesione. In
caso di immagine patologica, si esegue una biopsia (con una apposita pinza si
prende cioè un piccolissimo frammento di tessuto in modo pressoché
indolore o, al peggio, con un fastidio uguale ad un pizzicottino). Dal risultato
istologico si decide cosa fare.
10. Che ruolo svolge lHPV nella
genesi di una malattia invasiva del collo dellutero?
Il
ruolo dellinfezione genitale da Human Papillomavirus (HPV) nella genesi
di una malattia invasiva della cervice uterina e dei suoi precursori è
ben noto da anni. Recentemente si è andata affermando lipotesi che
tale infezione sia lunico agente eziologico coinvolto nel processo oncogeno
a livello cervicale.
Tale processo è favorito
da molteplici cofattori, primo tra i quali il grado di capacità immunitaria
dellospite.
La diversa evoluzione dellinfezione
sarà quindi dipendente da:
fattori legati allospite
abitudini sessuali (numero di partners, età al primo rapporto, uso di contraccettivi
di barriera
od orali);
età (massima
incidenza tra 20 e 24 anni);
immunosoppressione;
infezioni da HIV (con meccanismo di sinergismo virale);
fumo;
fattori nutrizionali (carenza di antiossidanti);
concomitante presenza di altre malattie sessualmente trasmesse (attivazione virale);
fattori
legati al virus
sierotipo e carica virale (è
stato rilevato come il ruolo oncogeno dellinfezione da HPV sia direttamente
proporzionale alla carica virale ed alla persistenza nel tempo dellinfezione
genitale).
11. Il condom può impedire la trasmissione dellHPV?
La
maggior parte delle ricerche non dimostra sostanziali benefici nelluso del
condom nel prevenire la trasmissione del virus (il virus non si trasmette attraverso
il sangue o altri fluidi, come lo sperma). Tuttavia, levidenza clinica suggerisce
che luso regolare del condom aumenta il tasso di guarigione delle lesioni
cliniche e subcliniche e, poiché si pensa che le lesioni visibili siano
trasmesse più facilmente di quelle subcliniche, è opportuno consigliare
luso del condom finché le verruche non siano scomparse. Il condom
fornisce una barriera fisica che protegge i più comuni siti di infezione,
ma non previene tutti i contatti genitali cute-cute. Luso del condom è
tuttavia raccomandato, soprattutto con nuovi partners sessuali, per proteggersi
contro le altre malattie sessualmente trasmesse.
Poiché
linfezione viene solitamente contratta da uomini e donne giovani, i rapporti
sessuali occasionali devono essere protetti. Persone clinicamente guarite dallinfezione
da HPV potrebbero essere dei portatori e nascondere uninfezione latente,
costituendo quindi una possibile fonte di contagio per i partners presenti e futuri.
Il condom, quindi, può essere uno strumento addizionale di prevenzione,
da inserire però in un quadro generale di riduzione del rischio basato
sui comportamenti sessuali.
12. È necessario che anche il proprio
partner sessuale sia visitato?
Lesame del
partner sessuale è consigliabile, ma non indispensabile per la gestione
delle verruche perché il ruolo della reinfezione è probabilmente
minimo e, in assenza di una terapia curativa, un trattamento che riduca la trasmissione
non è realistico. Tuttavia, i partners sessuali di donne con verruche genitali
possono essere visitati per stabilire la presenza di verruche genitali o altre
infezioni trasmissibili sessualmente. Possono inoltre beneficiare dei consigli
sulle implicazioni di avere un partner con le verruche genitali.
Poiché
il trattamento delle verruche genitali probabilmente non elimina linfezione
da HPV, le pazienti e i loro partner devono sapere che si può rimanere
infetti anche se le verruche sono scomparse.
13. Come si trattano le
verruche genitali?
Lo scopo primario del trattamento
è leliminazione delle manifestazioni dellHPV anche se spesso
asintomatiche (ma possono essere dolorose o dare prurito).
Il
trattamento può esitare in uno stato clinicamente guarito, ma linfezione
virale sottostante può o meno persistere. Leliminazione delle verruche
esterne visibili può non diminuire linfettività, dal momento
che le verruche non rappresentano lintera carica virale. Siti interni e
tratti di cute clinicamente normali possono agire come serbatoi per linfezione
da HPV.
Se non trattate, le verruche possono risolversi
spontaneamente (il 20% in 6 mesi), restare inalterate, oppure aumentare in numero
e dimensioni. Raramente progrediscono verso un cancro.
Se
le verruche non si presentano nellanno seguente il trattamento, il rischio
di trasmissione dellHPV è basso.
Oggigiorno
non esiste nessun trattamento ideale per tutte le pazienti o tutte le verruche.
Possiamo
distinguere due tipi di trattamento:
Trattamenti
auto-applicanti: I trattamenti auto-applicanti includono soluzioni chimiche che
distruggono le verruche come la Podofillina e sostanze stimolanti le difese dellorganismo:
lImiquimod.
Le pazienti devono essere in grado di identificare e raggiungere le verruche e
seguire accuratamente le istruzioni per lapplicazione.
Trattamenti effettuati direttamente dal medico: Podofillina, Imiquimod, Crioterapia,
Acido tricloroacetico, Diatermocoagulazione, Laser.
Molte
pazienti richiedono un iter terapeutico piuttosto che un singolo trattamento.
Questo dipende da una serie di fattori quali: le dimensioni, la morfologia e il
numero di verruche, il sito anatomico, la preferenza della paziente, letà
e le abilità cognitive, lesperienza del medico.
14. Esiste
un vaccino contro lHPV?
Nella ricerca di
vaccini verso lHPV sono state elaborate due diverse strategie di immunizzazione:
Creazione di un vaccino profilattico: prevede luso di proteine virali ricombinanti
del capside L1 ed L2, come elementi costituenti di un vaccino a scopo profilattico.
Questa strategia si basa sulla sperimentazione di vaccini efficaci contro i papillomavirus
animali.
Creazione di un vaccino terapeutico:
una strategia simile è stata utilizzata per prevenire lo sviluppo di tumori
in individui infettati daIlHPV. Questi potenziali vaccini si basano sulle
oncoproteine del virus E6 ed E7. Molti esperimenti su animali hanno mostrato lefficacia
protettiva di queste proteine nella prevenzione della formazione di tumori.
È
già disponibile in Italia (ed anche allAIED) un vaccino tetravalente,
preventivo, per i ceppi virali 16, 18, 6, 11 (i ceppi di HPV 16-18 causano il
70% delle lesioni di alto grado del collo uterino, i ceppi 6 ed 11 causano circa
il 90% delle lesioni condilomatose).
Tuttavia, anche
con la disponibilità del vaccino, le donne dovranno continuare a sottoporsi
regolarmente al Pap test e, a seconda delletà, al test HPV.
Infatti:
La protezione fornita dai vaccini non è completa. Esistono allincirca
15 tipi di HPV che possono causare il restante 30% dei tumori del collo dellutero.
Per essere completamente efficace il vaccino deve essere somministrato alle giovani
donne prima che diventino
sessualmente attive. Il periodo ideale per la vaccinazione è ladolescenza.
Le donne non sono protette dal farmaco se hanno già contratto linfezione
dai tipi virali di HPV, per i quali il vaccino è stato preparato, prima
della vaccinazione. Ciò indica limportanza dellimmunizzazione
prima della potenziale esposizione al virus (ovvero del primo rapporto sessuale).
La strategia vincente nella prevenzione del cervico-carcinoma, quindi, dovrà
ancora per molto tempo basarsi sulleffettuazione periodica (1-2 anni salvo
diverse indicazioni) del Pap Test, con eventuale ricerca delIHPV (ed identificazione
del ceppo HPV se presente).
Ci preme sottolineare lattualità
del Pap Test che purtroppo ancora oggi non viene effettuato da molte donne.
15.
Cosa significa un test dellHPV positivo?
Nelle
donne di età superire ai 30 anni un risultato positivo per i tipi di DNA
dellHPV ad alto rischio sta ad indicare una potenziale infezione persistente
che, in concomitanza con un risultato del Pap test borderline o anormale, segnala
che la donna corre un rischio elevato di sviluppare una lesione di alto grado
del collo uterino. Devessere quindi effettuata una colposcopia.
Nelle
donne di età compresa tra i 20 e i 30 anni con un HPV test positivo è
opportuno ripetere il test dopo 9 mesi. La maggior parte delle infezioni da HPV
sono transitorie nelle donne di età inferiore ai 30 anni. Se il DNA virale
non viene rilevato con il test di follow-up, linfezione si è risolta
e la donna può tornare con tranquillità allo screening di routine.
Ricorda
dunque che:
LHPV è un virus molto
comune
Se le anomalie cellulari vengono rilevate
precocemente il trattamento ha successo nel 100% dei casi
Lincubazione è lunga e di durata sconosciuta
Linfezione latente rende impossibile lindividuazione del partner sessuale.
Nel caso di un risultato di HPV positivo farsi guidare nella gestione dal proprio
ginecologo.