Che cos’è l’AIDS?
    L’AIDS (dall’inglese Acquired Immodeficiency Syndrome o Sindrome da Immunodeficienza Acquisita) è una malattia causata da un virus denominato HIV (Human Immudeficiency Virus, o Virus dell’Immunodeficienza Umana) che attacca e distrugge progressivamente le difese immunitarie.
    Il decorso dell’AIDS si compie in due momenti:
    - l’infezione da virus, cioè la sieropositività
    - la malattia vera e propria, cioè l’AIDS.

    Quali sono i veicoli di trasmissione dell’AIDS?
    Il virus è presente, in quantità sufficienti a infettare altri individui, nel sangue, nel liquido seminale e nelle secrezioni vaginali delle persone infette.

    Quali sono le modalità di trasmissione?
    La modalità di trasmissione più frequente è attraverso i rapporti sessuali non protetti con persone che hanno già contratto il virus HIV.
    Molte persone sono rimaste contagiate, nei primi anni dell’epidemia, attraverso trasfusioni di sangue infetto, poiché non erano disponibili test in grado di svelare la presenza del virus. Oggi, con la messa a punto di test sempre più sensibili, il rischio di contrarre il virus attraverso una trasfusione di sangue è ridottissimo. Un tipo particolare di microstrasfusione è quella che avviene quando ci si serve di una siringa appena usata da una persona portatrice del virus. È questo il motivo che ha portato molti tossicodipendenti che usano droghe per via endovenosa a contrarre l’infezione.
    Il virus HIV può essere trasmesso anche da una donna infetta al proprio bambino durante la gravidanza.
    A questo proposito, è consigliabile sottoporsi al test anti HIV quando si scopre di essere in stato di gravidanza, se si sono avute concrete occasioni di rischio. La legge n. 194 del 22 maggio 1978 consente, in caso di reale necessità, l’interruzione di gravidanza.

    Quali sono le probabilità di contrarre l’infezione mediante rapporti sessuali?
    La probabilità di contrarre l’infezione attraverso rapporti sessuali è di circa 1 ogni 500 rapporti.
    Sembra qualcosa di relativamente improbabile, eppure bisogna tener presente che l’infezione si può contrarre anche attraverso un solo rapporto sessuale. Le donne hanno una maggiore probabilità di contrarre l’infezione attraverso i rapporti sessuali con uomini infetti, mentre la probabilità è minore per rapporti sessuali tra uomo non infetto e donna infetta.
    Anche il tipo di rapporto sessuale può influenzare la probabilità di infettarsi: ad esempio quelli più violenti, che comportino anche piccole lacerazioni delle mucose, come i rapporti per via anale.

    Dove si può effettuare il test per l’AIDS?
    Il test per il controllo degli anticorpi HIV viene effettuato, attraverso l’analisi del sangue, presso ospedali, centri specializzati, cliniche universitarie.


HPV

    Cos’è l’HPV?
    Con la denominazione Human Papilloma Virus (HPV) si indica una famiglia di virus, considerata attualmente la malattia sessualmente trasmessa più diffusa nel mondo.

    Come si contrae l’infezione da HPV?
    Tutti gli HPV conosciuti sono epitelio-tropici (infettano cioè selettivamente cellule della cute e mucose), provocando spesso proliferazioni nella zona di infezione. Possono interessare qualsiasi parte del corpo: alcuni tipi infettano le mani, le ginocchia e i piedi (verruche volgari); altri la faccia, il cavo orale ed altri il tratto genitale (condilomi).
    Per quanto riguarda gli organi genitali, la trasmissione dell’infezione avviene prevalentemente per via sessuale.

    Come si evidenziano le lesioni da HPV?
    Le verruche genitali, che interessano l’area ano-genitale, si presentano come lesioni confinate o possono confluire in placche. La sola ispezione clinica è sufficiente a diagnosticare la maggior parte delle verruche genitali esterne, e c’è una buona correlazione tra obiettività e studi istologici.
    Le verruche genitali sono frequentemente multifocali (una o più lesioni in un sito anatomico, per es. la vulva), o multicentriche (lesioni presenti in diversi siti anatomici, per es. il perineo e la cervice), ed è perciò importante esaminare colposcopicamente l’intero tratto genitale inferiore prima di procedere al trattamento. Un’anoscopia è raccomandata in uomini e donne con episodi ricorrenti di lesioni perianali e con una storia di rapporti anali.

    Che cosa è il Pap test?
    L’introduzione di questo metodo diagnostico ha ridotto di circa il 75% l’incidenza del cervico-carcinoma.
    Il Pap-test consiste nell’analisi citologica al microscopio delle cellule cervicali desquamate, raccolte dall’esocollo e dal canale cervicale, nel corso della visita ginecologica.
    In diversi centri è attualmente disponibile un metodo innovativo di raccolta e conservazione delle cellule del collo dell’utero per l’esame microscopico: il ThinPrep.
    Recenti studi hanno dimostrato che il ThinPrep è superiore rispetto al Pap test tradizionale nell’identificazione di cellule anomale e inoltre esso garantisce la possibilità di effettuare contestualmente altri esami, come l’HPV Testing, senza dover ripetere prelievi.

    Il condom può impedire la trasmissione dell’HPV?
    La maggior parte delle ricerche non dimostra sostanziali benefici nell’uso del condom nel prevenire la trasmissione del virus (il virus non si trasmette attraverso il sangue o altri fluidi, come lo sperma). Tuttavia, l’evidenza clinica suggerisce che l’uso regolare del condom aumenta il tasso di guarigione delle lesioni cliniche e subcliniche e, poiché si pensa che le lesioni visibili siano trasmesse più facilmente di quelle subcliniche, è opportuno consigliare l’uso del condom finché le verruche non siano scomparse. Il condom fornisce una barriera fisica che protegge i più comuni siti di infezione, ma non previene tutti i contatti genitali cute-cute. L’uso del condom è tuttavia raccomandato, soprattutto con nuovi partners sessuali, per proteggersi contro le altre malattie sessualmente trasmesse.
    Poiché l’infezione viene solitamente contratta da uomini e donne giovani, i rapporti sessuali occasionali devono essere protetti. Persone clinicamente guarite dall’infezione da HPV potrebbero essere dei portatori e nascondere un’infezione latente, costituendo quindi una possibile fonte di contagio per i partners presenti e futuri. Il condom, quindi, può essere uno strumento addizionale di prevenzione, da inserire però in un quadro generale di riduzione del rischio basato sui comportamenti sessuali.

    Come si trattano le verruche genitali?
    Lo scopo primario del trattamento è l’eliminazione delle manifestazioni dell’HPV anche se spesso asintomatiche (ma possono essere dolorose o dare prurito).
    Il trattamento può esitare in uno stato clinicamente guarito, ma l’infezione virale sottostante può o meno persistere. L’eliminazione delle verruche esterne visibili può non diminuire l’infettività, dal momento che le verruche non rappresentano l’intera carica virale. Siti interni e tratti di cute clinicamente normali possono agire come serbatoi per l’infezione da HPV.
    Se non trattate, le verruche possono risolversi spontaneamente (il 20% in 6 mesi), restare inalterate, oppure aumentare in numero e dimensioni. Raramente progrediscono verso un cancro.
    Se le verruche non si presentano nell’anno seguente il trattamento, il rischio di trasmissione dell’HPV è basso.

    Esiste un vaccino contro l’HPV?
    È già disponibile in Italia (ed anche all’AIED) un vaccino tetravalente, preventivo, per i ceppi virali 16, 18, 6, 11 (i ceppi di HPV 16-18 causano il 70% delle lesioni di alto grado del collo uterino, i ceppi 6 ed 11 causano circa il 90% delle lesioni condilomatose).
    Tuttavia, anche con la disponibilità del vaccino, le donne dovranno continuare a sottoporsi regolarmente al Pap test e, a seconda dell’età, al test HPV.

    Ricorda dunque che:
    • L’HPV è un virus molto comune
    • Se le anomalie cellulari vengono rilevate precocemente il trattamento ha successo nel 100% dei casi
    • L’incubazione è lunga e di durata sconosciuta
    • L’infezione latente rende impossibile l’individuazione del partner sessuale.
    • Nel caso di un risultato di HPV positivo farsi guidare nella gestione dal proprio ginecologo.