Occorre precisare, innanzitutto, che la pillola del giorno dopo non è un metodo anticoncezionale e deve essere usata solo in caso di emergenza, nel caso di fallimento del metodo contraccettivo in uso (rottura del profilattico) o di accidentali rapporti non protetti.
    Si tratta di due pillole (da assumere contemporaneamente o a distanza di 12 ore l’una dall’altra) che vanno prese il più presto possibile dopo il rapporto a rischio e comunque entro e non oltre le 72 ore.
    L’efficacia è alta (superiore al 95%), ma non assoluta e decresce con il trascorrere del tempo dall’incidente occorso.
    Per ottenerla è necessaria la prescrizione del medico, per cui in caso di necessità bisogna rivolgersi ad un consultorio, al proprio ginecologo o al medico di famiglia, con il quale valutare la necessità di assumerla e le eventuali controindicazioni.
    Assunta in maniera occasionale questa pillola non dà effetti collaterali immediati (se non in una piccola percentuale di casi) né conseguenze a lungo termine. Il minore impatto rispetto ai farmaci usati fino a qualche anno fa è dovuto alla diversa composizione: le attuali pillole del giorno dopo contengono solo un progestinico e proprio la mancanza di estrogeni ne riduce gli effetti indesiderati.