1.
Lidentità sessuale La sessualità
umana costituisce un elemento determinante per lo sviluppo della personalità,
è un mezzo di espressione e di comunicazione, nucleo centrale dellidentità
della persona: riguarda il modo in cui ciascuno si percepisce come uomo o donna
e la sua modalità di porsi in relazione agli altri. Non coincide cioè
con gli organi genitali ed il loro funzionamento, ma comprende lintero corpo
e tutta la persona. La sessualità non è qualcosa che viene coinvolta
solo quando si desidera soddisfare il bisogno sessuale, ma lessere femmina
o lessere maschio si riflette su tutto quello che facciamo. Ladolescenza
è il periodo in cui si pensa a se stessi come non era mai stato fatto in
precedenza. Ci si interroga sui propri cambiamenti, si ha limpressione
di vedere il mondo con occhi nuovi. Si fanno progetti, e non soltanto a breve
termine, ma anche per gli anni futuri. Chiedersi chi sono significa
anche porsi delle domande sul proprio essere maschio o femmina, ossia sulla propria
identità di genere. Lidentità
di genere sessuale ciascuno la costruisce entro i primi 3 o 4 anni di vita, sulla
base del sesso biologico, ma non solo. Sono infatti determinanti le relazioni
interpersonali che il bambino ha, fin dalla nascita, con le figure di accudimento.
I genitori infatti, nel loro entrare in relazione con il figlio, ne confermano,
attraverso messaggi consci ed inconsci, verbali e non verbali, la mascolinità
o femminilità. I genitori hanno infatti unidea su quello che è
un maschio o una femmina, su quello che deve o non deve fare e su questa idea
tarano il loro modo di rapportarsi. Maschi e femmine utilizzano poi il genitore
dello stesso sesso come modello di identificazione ed anche questo contribuisce
a facilitare la strutturazione dellidentità di genere, soprattutto
se il genitore in questione si sente bene e a suo agio nella propria mascolinità
o femminilità. Altro aspetto fondamentale che
serve da rinforzo dellidentità è anche il riconoscimento del
genitore dellaltro sesso. Riconoscimento in questo caso significa
disponibilità a porsi come oggetto damore ed a ricambiare di un amore
di pari intensità. Un amore in cui laspetto sessuale non viene agito,
ma lintensità dellaffetto, dellaccettazione, dellapprezzamento
del genitore del sesso opposto riflette come in uno specchio una immagine bella,
che accompagnerà con fiducia ladolescente nella sua vita di relazione
e nel suo incontro con laltro. Lidentità
sessuale ha però anche unaltra componente, legata al riscontro sociale,
cioè al ruolo: il ruolo sessuale è
costituito da quellinsieme di aspettative che si rivolgono ad una persona
sulla base del sesso biologico di appartenenza. Nella nostra cultura esistono
aspettative differenti a proposito dei comportamenti ritenuti appropriati ai due
sessi, sebbene certe rigide stereotipie, caratteristiche di qualche tempo fa,
siano fortunatamente in trasformazione. In adolescenza,
periodo in cui ulteriormente si rafforza e si consolida lidentità
sessuale, ragazzi e ragazze sono chiamati al doloroso distacco dalle
figure di identificazione primaria (i genitori) per ulteriormente definire una
identificazione con il ruolo maschile e femminile. In questa prospettiva assumono
particolare rilevanza i modelli proposti dai mezzi di comunicazione di massa,
soprattutto per coloro che per varie ragioni non hanno potuto trovare in famiglia
o comunque in adulti di riferimento dei modelli efficaci di identificazione. Proprio
in relazione a questo è utile attivare un senso critico che permetta di
orientarsi tra gli innumerevoli modelli proposti, soprattutto nellottica
di scegliere quelli che meglio possano armonizzarsi con il proprio mondo interno.
2.
Noi e il corpo Le nostre relazioni con gli
altri e con lambiente passano necessariamente attraverso il corpo, che è
il mezzo di comunicazione più immediato di cui disponiamo. Oltre
che con le parole, parliamo di noi anche con gli occhi, il sorriso, lodore,
le mani, la posizione del corpo, labbigliamento. Molte volte utilizziamo
volontariamente queste comunicazioni silenziose, per invitare o scoraggiare laltro
alla prosecuzione del rapporto. Altre volte inviamo
messaggi con il corpo anche senza rendercene conto. Qualcuno ha detto che il
corpo non mente proprio per sottolineare che spesso rivela più delle
parole. Eppure, nonostante ogni rapporto sia ricco
di comunicazioni non verbali, la maggior parte di noi è analfabeta
in questo campo e non conosce appieno tutte le proprie potenzialità e capacità
espressive. Arriviamo ad ignorare o negare il corpo, o perfino ad avvertirlo estraneo. Sentirsi
diversi, a volte sgradevoli, domandarsi -guardandosi allo specchio- se si è
sempre gli stessi, sono emozioni e sentimenti che è frequente provare nelladolescenza. Belli
o brutti spesso vuol dire vicini o lontani dallimmagine ideale di sé,
che è per lo più quella prospettata dai mass-media: un corpo snello,
scattante, perfetto. Basta poco, comè
ovvio, per sentirsi diversi da questo modello a cui, però, qualcuno tende
ad aggrapparsi per trovare un punto di riferimento più o meno stabile.
In questo periodo, infatti, limmagine corporea, a causa dei cambiamenti
fisiologici, si modifica così rapidamente da richiedere continui adattamenti
nella ricerca di una nuova identità personale. Essere
in armonia con il proprio corpo, avvicinarsi ad esso scoprendo progressivamente
le sensazioni che può dare, significa soprattutto riconoscersi nelle proprie
emozioni e nei propri desideri. Troppo spesso il piacere
sessuale è considerato sporco o proibito. La
masturbazione, per esempio, è sovente presentata come qualcosa di infantile,
di immaturo. In realtà, essa rappresenta una normale componente del repertorio
sessuale dellindividuo utile a conoscere il proprio corpo, e le donne -al
pari degli uomini- possono trarne piacere. Nella pubertà,
il fenomeno autoerotico, presente fin dallinfanzia, si intensifica, a causa
delle nuove emozioni sessuali avvertite, ed assume un significato diverso rispetto
allautoerotismo infantile, dove linvestimento libidico è rivolto
a se stessi. Da questo periodo in poi invece viene indirizzato anche verso laltro.
Infatti le fantasie erotiche che accompagnano la masturbazione sono in relazione
ad unaltra persona, reale o immaginaria, e rappresentano un percorso di
progressivo avvicinamento alla relazione sessuale. La
masturbazione è dunque unesperienza con cui si prende confidenza
con il proprio corpo e con il proprio immaginario erotico. La masturbazione non
è soltanto una caratteristica del periodo adolescenziale. Essa viene praticata
da uomini e donne nelle diverse età della vita, non solo quando i rapporti
sessuali sono impossibilitati, ma anche in coppia durante il rapporto sessuale
o da soli.
3. Genitori
e adolescenti si confrontano Quando si entra
nel periodo adolescenziale, ai molti cambiamenti individuali, si aggiungono modificazioni
che investono tutta la famiglia. Infatti, i membri
che ne fanno parte si influenzano reciprocamente e, nel momento in cui si è
alle prese con un corpo che cambia repentinamente e si vivono emozioni nuove,
forti e contraddittorie, genitori, fratelli e sorelle vengono inevitabilmente
coinvolti. Questo è un periodo difficile per
tutti, ma ricco di potenzialità di crescita per ciascuno. Contrasti, conflitti,
incomprensioni coinvolgono adulti e adolescenti in un confronto continuo. Da
un lato ragazzi e ragazze si accorgono di non essere più bambini, ma non
ancora abbastanza grandi e autosufficienti, dallaltro i genitori mettono
in crisi il loro ruolo genitoriale, ed è probabile che percorrano a ritroso
gli anni trascorsi per rivedere se stessi adolescenti incompresi e insoddisfatti.
Anche allora cera tensione in famiglia; infatti, lo scontro generazionale
sembra essere un passaggio obbligato per crescere. Le
richieste più frequenti da parte degli adolescenti, in questo periodo,
riguardano lautonomia e la definizione di nuovi spazi, a cui
nessun adulto abbia libero accesso. Scrivere il diario personale, come fanno specialmente
le ragazze, o chiudersi nella propria stanza, sono esempi di queste nuove esigenze. È
facile che gli adulti ora tendano ad essere intrusivi perché anche per
loro questa è una fase difficile; cè il timore di perdere
il controllo dei figli, di vederli man mano allontanarsi, una sorta di paura di
restare soli. È arrivato il momento di staccarsi
dalla famiglia, fare i primi passi allesterno e sperimentarsi
con i coetanei. Cè chi lo fa con spavalderia, chi più timidamente.
Ci si innamora e si tenta di uscire dal guscio familiare. Si comincia
a scoprire la propria sessualità e non sempre questa scoperta è
vissuta serenamente. A volte questa nuova consapevolezza
crea inquietudine e sensi di colpa: dialogare con i genitori sullamore e
sul sesso non è facile! Gli adulti, spesso, provano più imbarazzo
dei loro figli ad affrontare argomenti come la masturbazione, il rapporto sessuale,
la contraccezione. I genitori, spinti dalle loro ansie
e preoccupazioni, se parlano di sessualità con i loro figli, pongono spesso
laccento sulla prevenzione dei rischi e dei pericoli che la sessualità
potrebbe comportare. Il pudore e la necessità di mantenere la propria
privacy spingono ragazze e ragazzi a cercare al di fuori della famiglia le risposte
ai propri dubbi e alle proprie curiosità. A
scuola, con gli insegnanti viene privilegiata linformazione scientifica
riguardante in particolare la spiegazione dellanatomia e fisiologia dellapparato
genitale maschile e femminile. Sembra, dunque, che
siano gli amici i veicoli privilegiati dellinformazione sul
sesso, che assai spesso però è inesatta, distorta o, quanto meno,
insufficiente. Il dialogo con il gruppo dei coetanei
si basa maggiormente sul confronto delle esperienze fatte - più sincero
se in privato con lamico/a più intimo - sulla condivisione di emozioni
e sensazioni ed ha una connotazione più trasgressiva nel linguaggio e nel
contenuto.
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